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E-cig, Harvard: Sostanze pericolose nei liquidi. Anafe: Non in quelli italiani

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E-cig, uno studio al giorno. Ma stavolta è particolarmente allarmistico, vista anche la fonte autorevole, e cioè la Harvard University di Cambridge (MA).

Riporta l’ANSA:

Il 75% delle sigarette elettroniche ‘aromatizzate’ in commercio potrebbe contenere una sostanza chimica legata a una malattia dei polmoni, la bronchiolite ostruttiva. Lo afferma uno studio dell’universita’ di Harvard pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives. I ricercatori hanno testato 51 tipi di sigarette o di liquidi riempitivi, scelte in base al loro ‘appeal’ per i piu’ giovani. Ognuno e’ stato messo in una camera stagna e collegato a un dispositivo che aspirava aria per 8 secondi. L’analisi dei prodotti della combustione ha rivelato che 39 campioni su 51 contenevano diacetile, una sostanza tossica associata alla malattia polmonare nei lavoratori esposti per lungo periodo. Estendendo l’analisi a acetoina e pentanedione, altri due prodotti profumanti legati a malattie professionali, e’ emerso che almeno una delle tre sostanze era presente in 47 dei 51 campioni. “Molte delle preoccupazioni riguardo alle sigarette elettroniche sono sulla nicotina – sottolinea David Christiani, uno degli autori -, ma c’e’ ancora molto che non sappiamo su questi dispositivi. Oltre alla nicotina contengono composti chimici cancerogeni, come la formaldeide e, ha scoperto lo studio, il diacetile”.

Una questione a prima vista preoccupante, in particolare per i consumatori, se non fosse che nello studio riportato dall’ANSA mancala specifica che si tratta di liquidi prodotti negli Stati Uniti, e quindi non sottoposti alle stesse regole e controlli di quelli nostrani.

Pronta poco fa è arrivata la precisazione dei produttori italiani:

In riferimento allo studio realizzato dall’Università di Harvard, ANAFE-Confindustria, associazione che riunisce i produttori nazionali di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione, chiarisce che le analisi in questione riguardano liquidi per sigarette elettroniche prodotti fuori dall’Italia e dall’Unione Europea.

I liquidi prodotti nel continente sono sottoposti a controlli ed analisi stringenti, ed in particolare quelli italiani non solo rispettano tutte le norme, ma presentano valori sul contenuto enormemente inferiori alle soglie massime previste dalle regole UE in vigore.

ANAFE-Confindustria, riaffermando il totale rispetto della normativa e degli standard riconosciuti e condivisi a livello italiano ed europeo, si dichiara altresì favorevole all’intensificazione dei controlli sui liquidi per sigarette elettroniche e sulle sostanze che li compongo prima della loro immissione nel mercato nazionale, a tutela dei consumatori che si sono affacciati con fiducia negli ultimi anni al mondo e-cig, e anche a tutela dei produttori nazionali e che operano in assoluta trasparenza e legalità.

L’entrata in vigore della Direttiva 2014/40 nei prossimi mesi fornirà ulteriori regole al mercato e-cig, ma si ricorda che l’attuale maxi tassazione sui liquidi e-cig favorisce purtroppo proprio l’importazione parallela di liquidi che non passano attraverso le stesse procedure di controllo di quelli nazionali ed europei. Una politica fiscale adeguata sarebbe invece la leva ideale per valorizzare la produzione italiana, considerata un’eccellenza in termini di qualità a livello mondiale, e speriamo che presto il Governo possa intervenire risolvendo un problema che si dilunga da oltre due anni e che ha solo causato danni a produttori, negozianti, consumatori e casse dello Stato.

Proprio pochi giorni fa la Harvard University aveva reso noto un sondaggio che sottolinea la disinformazione dei consumatori rispetto alle e-cig, e come questa sia causata dalla pessima comunicazione connessa a studi scientifici incompleti, mal comunicati o indirizzati da interessi particolari. Una disinformazione che difficilmente vedrà un miglioramento dopo la notizia resa nota oggi.

E-cig, Harvard: Sostanze pericolose nei liquidi. Anafe: Non in quelli italiani

Pubblicato in: News

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