Per le sigarette elettroniche nasce un Intergruppo Parlamentare

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Roma, 25 maggio 2016

L’annuncio oggi durante il convegno “Sigarette elettroniche, liberi di crescere tra fisco e regolamentazione” organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi e da ANAFE-Confindustria

Si è appena concluso nella Sala degli Atti Parlamentari del Senato la mattinata di incontri e tavole rotonde patrocinata dal Ministero dello Sviluppo Economico dedicata al settore delle sigarette elettroniche, con ospiti e relatori istituzionali ed esponenti delle principali aziende produttrici italiane (riunite in ANAFE-Confindustria) ed estere (la multinazionale Fontem Ventures).

In apertura, l’introduzione di Lorenzo Castellani, Direttore Scientifico della Fondazione Luigi Einaudi, ha sottolineato: “la mano invisibile del libero mercato ha creato un nuovo prodotto, quello della sigaretta elettronica, molto apprezzato dai consumatori. Purtroppo i governi italiani, invece di comprendere e regolare il fenomeno, hanno preferito applicare una tassazione eccessivamente pesante e iniqua che ha penalizzato il settore. E’opportuno regolare il mercato in modo tale da non penalizzare i produttori, tutelare i consumatori e permettere a questo nuovo settore di crescere e prosperare.”

Il primo intervento è stato dell’Onorevole Ignazio Abrignani che ha annunciato la nascita dell’Intergruppo Parlamentare e-cig. “Oggi ufficializziamo la nascita di un Intergruppo Parlamentare, assolutamente bipartisan e trasversale, che, sottoscrivendo un manifesto condiviso, si attiverà per creare una proposta di legge, un testo, da proporre al governo. L’obiettivo è quello di normare, rilanciare e sviluppare un settore che può fare impresa senza nuocere alla salute. È molto meglio per un fumatore avvicinarsi alla sigaretta elettronica piuttosto che continuare a fumare le classiche sigarette. Se nel farlo aiuta anche lo sviluppo delle imprese, ecco che siamo davanti ad un processo che va aiutato. Nell’interesse di tutti”.

Al primo tavolo, dedicato all’impatto del nuovo quadro fiscale sul settore della sigaretta elettronica, hanno partecipato l’On. Sebastiano Barbanti, l’On. Anna Cinzia Bonfrisco e Valerio Forconi, Responsabile delle Relazioni Istituzionali della multinazionale Fontem Ventures (di proprietà di Imperial Tobacco). Abbiamo l’occasione di proporre qualcosa di sensato tassando esclusivamente il contenuto di nicotina” ha commentato Umberto Roccatti, Vicepresidente di Anafe-Confindustria “Allo stato attuale si stanno solo penalizzando le aziende italiane che rappresentano un’eccellenza di qualità a livello mondiale”.

Protagonisti del secondo tavolo “Sigaretta elettronica e salute: un’opportunità per la salute pubblica” sono stati la Dottoressa Rosa Draisci (ISS), il Dott. Emanuele Ferri (Università Milano Bicocca), il Prof. Riccardo Polosa (Unicatania e LIAF). Dopo l’intervento della dottoressa Draisci, che ha ribadito l’importanza del controllo e della qualità dei prodotti, maggiormente garantita dai nuovi obblighi di notifica imposti dalla Direttiva Europea entrata in vigore il 20 maggio scorso, il prof. Riccardo Polosa si è soffermato sulle evidenze scientifiche che stanno dimostrando che la sigaretta elettronica è un’opportunità per la salute pubblica che deve essere colta: “Auspico che in Italia si comprenda al più presto che quando si parla di rischio dovuto all’utilizzo delle sigarette elettroniche, si deve ricordare la differenza tra rischio relativo e rischio assoluto. Il rischio della elettronica è relativo a quello della bionda. E considerato 100 quello delle bionde, che come sappiamo sono letali, quello delle elettroniche sta a 4”.

Infine, protagonisti dell’ultimo tavolo: “Nuove regole all’alba della Direttiva 2014/40: impatti e questioni aperte” sono stati l’On. Mario Sberna (PI), l’On. Gianluca Susta (PD), Massimiliano Mancini, Presidente di Anafe-Confindustria e Duccio Fabiani (Consorzio Miticom). Mancini, chiudendo i lavori ha detto: “Tutti gli operatori del settore chiedono di avere una situazione normativa e regolamentare che dia loro le condizioni per continuare a lavorare. Non a tutti capita di poter contribuire alla nascita e sviluppo di un prodotto nuovo e rivoluzionario, noi abbiamo avuto questa fortuna e anche per questo lavoriamo nella direzione della qualità e del miglioramento continuo. Le aziende italiane fin dall’inizio hanno rappresentato un’eccellenza e hanno innalzato numerosi standard. Abbiamo operato nonostante la mancanza di regole che abbiamo chiesto per molto tempo. Ora abbiamo questa Direttiva europea che però presenta ancora troppi punti irrisolti e non prevede standard unici europei che ci permetterebbero invece di pianificare il futuro e lo sviluppo di un settore che può ancora crescere molto”.

 

Assemblea ANAFE – Confindustria. Mancini confermato Presidente

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Rinnovo cariche e pianificazione 2016 per ANAFE-Confindustria, ieri l’assemblea a Milano

Ieri a Milano ha avuto luogo la seconda Assemblea del 2016 di ANAFE-Confindustria, l’associazione costituitasi nel 2013 che rappresenta i principali produttori e operatori italiani del settore delle sigarette elettroniche.

Suddivisa in due sessioni, l’Assemblea ha avuto come primo punto all’ordine del giorno l’elezione del Presidente e la nomina dei vicepresidenti, nonché del Segretario Generale a cui hanno partecipato i presenti e votanti Massimiliano Mancini (Flavourart), Umberto Roccatti (Puff), Fabio Regazzi (Categoria), Ramon Vallar (Smooke), Marco Cirincione (Ribilio), Daniele Campestrini (Dea Flavor), Stefano Giorgetti (Vaporart). Assente per voto e assemblea l’azienda Svapoweb.

Il voto per la carica di Presidente è andato, all’unanimità, al già Presidente Massimiliano Mancini (Flavourart) che ha accolto il rinnovato incarico con entusiasmo ribadendo il proprio impegno e la propria determinazione nel raggiungimento degli obiettivi dell’Associazione.

Per quanto riguarda il numero dei membri del Consiglio Direttivo, al fine di assicurare una maggiore rappresentatività della compagine associativa, si è deciso di aumentarli da 4 a 6. Oltre dunque al Presidente Mancini, è stato nominato membro d’ufficio del Consiglio Umberto Roccatti (Puff). Tale nomina è stata effettuata dai rappresentanti delle aziende fondatrici: Puff, Flavourart, Categoria e Smooke. I 4 posti vacanti sono stati assegnati, per votazione, a Ramon Vallar (Smooke), Fabio Regazzi (Categoria), Gianluca Giorgetti (Vaporart) e Marco Cirincione (Ribilio).

Il Consiglio Direttivo ha proceduto dunque a nominare i Vicepresidenti, Umberto Roccatti, con Delega agli affari fiscali e regolamentari, e Fabio Regazzi con delega ai rapporti con le reti commerciali a concessione pubblica, oltre che il nuovo Segretario Generale: l’Avvocato Mario Chiapperi.

Al termine delle operazioni di votazione e nomina, l’Assemblea ha ratificato l’accettazione all’interno della compagine associativa di tre nuove aziende operanti nel settore delle sigarette elettroniche: Must500, rappresentata in Assemblea da Tiziano Cavaliere, Lop con Gregorio Lo Porto e Svapoforniture, con Matteo Besozzi.

Questione fiscale, implementazione della TPD e accreditamento del prodotto e-cig e del suo valore per la salute pubblica nei confronti della comunità scientifica sono i tre temi principali su cui ANAFE-Confindustria ha discusso durante la restante parte dell’Assemblea e su cui ha stabilito all’unanimità di concentrare il proprio impegno nell’anno in corso.

8 aprile 2016

CASO SVAPOWEB, REVOCA DEL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE

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In seguito all’esito positivo del procedimento giudiziario ed effettuate le opportune verifiche, il Consiglio Direttivo di ANAFE–Confindustria ha deliberato, in data 30 marzo 2016, la revoca del provvedimento di sospensione dall’Associazione di Arcangelo Bove, emesso il 5 marzo u.s.
Lieta di apprendere la notizia del dissequestro dei locali della sede dell’azienda sita in Airola (BN), fiduciosa nell’operato delle Autorità competenti, l’Associazione, esprimendo piena solidarietà nei confronti del proprio associato, auspica che l’Azienda Svapoweb Srl rientri a breve nel pieno dell’attività.

Il Presidente
Massimiliano Mancini

Caso SvapoWeb, il provvedimento di Anafe Confindustria

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In data 5 marzo 2016, a seguito della nota resa pubblica nella serata di ieri dai Carabinieri della Stazione di Airola con riferimento all’ispezione svolta in collaborazione con l’Ufficio Doganale di Napoli e Benevento, il Consiglio Direttivo di ANAFE Confindustria ha deliberato la sospensione del socio Arcangelo Bove, titolare delle società Arcbo doo e Svapoweb Srl.
Tale misura rappresenta un atto dovuto ai sensi dell’art. 8.5, ultimo punto, dello Statuto, il quale specifica che tra i poteri di detto organo figura quello di “procedere […] per accertare la permanenza dei requisiti di ammissione di ciascun socio prendendo gli opportuni provvedimenti in caso contrario“.
ANAFE Confindustria, che da tempo si batte per l’applicazione ed il rispetto delle leggi nel settore del fumo elettronico, auspica una veloce e positiva risoluzione della vertenza che vede coinvolta un’importante azienda del settore, esprimendo allo stesso tempo la massima fiducia nell’attività di verifica delle regole portata avanti dalle istituzioni preposte.
Il Presidente
Massimiliano Mancini

La risposta di Anafe alla lettera aperta di Anide

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Nella giornata di oggi Anide (l’associazione che raggruppa i dettaglianti e-cig) ha inviato una lettera aperta ad Anafe Confindustria. Di seguito la risposta:

Il web ha ormai da tempo rivoluzionato il commercio, dando al consumatore grande potere contrattuale grazie alla concorrenza globale che ogni singolo venditore (negozio o azienda) trova online. D’altra parte ha permesso ai venditori di abbassare i costi e di fissare spesso prezzi più bassi rispetto ai negozi fisici. E questo accade da anni e in tutti i settori.

Anafe Confindustria è un’associazione di imprese i cui fini sono ben elencati, sempre nel rispetto delle leggi vigenti, all’art. 2.3 del proprio Statuto, e tra questi non c’è, non può e non deve esserci alcun ruolo nella fissazione o controllo delle politiche commerciali e dei prezzi. Ciò anche perché si rientrerebbe in fattispecie illegali che in Anafe Confindustria non possono avere spazio.

Le difficoltà del mondo e-cig, tanto più quelle dei negozianti, a seguito del caos generato dall’attuale “fumosa” normativa, sono purtroppo a tutti note. Per questo Anafe Confindustria auspica che possa essere possibile continuare a mantenere aperto il confronto e – laddove possibile – un’unità di azione in termini di rappresentanza istituzionale, senza farsi condizionare dai rapporti commerciali tra i singoli operatori, aspetto che troppo spesso in passato ha prevalso a danno degli interessi comuni.

E-cig, tassa sospesa e rinviata alla consulta. Soddisfazione di ANAFE-Confindustria

E-CIG, TASSA SOSPESA E RINVIATA ALLA CONSULTA. SODDISFAZIONE DI ANAFE-CONFINDUSTRIA

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Roma, 16 dicembre 2015

E’ stata pubblicata l’Ordinanza del TAR del Lazio n. 14185 che ha disposto il rinvio alla Corte Costituzionale dell’imposta di consumo sui liquidi per sigarette elettroniche stabilita dal D.lgs 188/2014, poi fissata, con il provvedimento n.394 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ad euro 0,373 per ml. Già negli scorsi mesi il TAR aveva disposto la sospensiva per l’imposta in questione per i liquidi non contenenti nicotina.

Questo rinvio alla Consulta viene accolto con grande soddisfazione da parte di ANAFE Confindustria, Associazione Nazionale Fumo Elettronico che, per voce del presidente Massimiliano Mancini, commenta: “Sembra la replica di un film gia’ visto, un rinvio per troppi versi simile, viste le pesanti motivazioni, a quello relativo alla precedente legge che la Corte ha poi stabilito essere incostituzionale. Si tratta per il settore di un segnale estremamente importante – prosegue Mancini – ma c’e’ anche un forte rammarico da parte nostra per il tempo che, a questo punto si può dire, si e’ perso a tutti i livelli, non solo politico e istituzionale, ma anche industriale. Questa e la precedente normativa fiscale hanno infatti frenato in maniera speriamo non irreparabile i nostri investimenti e i progressi che questo mercato, in crescita in tutto il mondo, avrebbe potuto fare negli ultimi tre anni”.

“Il fallimento dell’attuale sistema impositivo confermato da questo rinvio alla Corte Costituzionale è testimoniato infatti dai numeri” spiega Mancini riferendosi alla relazione tecnica al Dlgs 188/2014 che prevedeva per lo Stato entrate pari a 115 milioni di Euro. “Non solo avevamo preavvertito le istituzioni in audizione lo scorso anno, ma già l’estate scorsa” ricorda Mancini “il MEF aveva dichiarato infatti che nel primo semestre del 2015 erano entrati solamente 3,5 milioni di Euro: è evidente quanto questa cifra fosse ampiamente inferiore alle aspettative”.

In attesa della pronuncia della Consulta, ANAFE-Confindustria reputa piu’ che mai necessario trovare una soluzione condivisa con le istituzioni, che permetta da un lato di rilanciare il mercato legale delle sigarette elettroniche e dall’atro di ottenere, per lo Stato, sufficienti entrate per l’erario.

“Dopo tre anni di lotta siamo sempre allo stesso punto: le aziende hanno perso competitività sul mercato nazionale ed estero, lo Stato italiano – unico in Europa col Portogallo ad aver imposto una tale imposta – non ha mai incassato quanto previsto a causa di un mercato volato all’estero, e i consumatori sono danneggiati da una scarsa offerta e da prezzi che rischiano di diventare sempre meno competitivi rispetto al mercato illecito e al tabacco tradizionale in maniera indubbia riconosciuto come molto più dannoso delle sigarette elettroniche. Non possiamo che sottolineare la differenza col Regno Unito, dove il Primo Ministro David Cameron proprio oggi si è esposto pubblicamente a favore delle e-cig quale supporto nella lotta al tabagismo”.

Cio’ che le aziende e l’intero settore chiede è dunque di essere rimesso nelle condizioni di operare in condizioni di equità fiscale e “visto che proprio in questi giorni si sta chiudendo l’iter di approvazione del DDL Stabilità 2016 – conclude il Presidente Mancini – auspichiamo che il Governo considerasse l’ipotesi di presentare un emendamento in Aula che disciplini in maniera questa volta davvero adeguata gli aspetti fiscali relativa ai liquidi per sigarette elettroniche. La dubbia costituzionalità di tutti i provvedimenti che si sono susseguiti sulle e-cig forse dovrebbe cominciare a far riflettere sugli errori ripetuti e sull’unica soluzione possibile: un’imposta equa e basata sulla nicotina, sperando vengano evitate nuove fantasiose e inapplicabili soluzioni”.

Sigarette Elettroniche: ANFE-Confindustria e FIESEL-Confesercenti a sostegno dell’EFVI, svapatori da tutta Italia in protesta davanti al MEF

 

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Roma, 7 luglio 2015

Le due principali associazioni di categoria del settore italiano delle sigarette elettroniche, ANAFE-Confindustria e FIESEL-Confesercenti, sostengono le motivazioni che hanno portato oggi in piazza, di fronte alla sede del MEF di via XX Settembre, l’EFVI Italia (European Free Vaping Initiative) – associazione che riunisce migliaia di svapatori in tutta Italia – in difesa del mercato e della libertà di svapo, un problema sentito in tutta Europa ma in cui l’Italia rappresenta un esempio negativo.

Le due associazioni condividono pienamente lo scopo dell’iniziativa, quello cioè di denunciare lo stato di profonda crisi in cui versa, ormai da due anni, il settore dell’e-cig, crisi che inevitabilmente ricade sui consumatori che non solo vedono aumentare i prezzi, ma anche ridursi il numero di punti vendita e il moltiplicarsi di siti web esteri ed illegali, che vendono prodotti spesso di dubbia provenienza senza pagare alcuna tassa in Italia e capaci di intaccare persino le entrate dei tabaccai, che da pochi mesi hanno iniziato anch’essi la vendita di sigarette elettroniche.

Come ribadito da mesi da Anafe-Confindustria e da Fiesel-Confesercenti, tale situazione è frutto dell’introduzione dell’imposta ex Decreto – Legge 28 giugno 2013, n. 76 (convertito in legge 9 agosto 2013, n. 99) che fissava una tassa sulle sigarette elettroniche del 58,5% del prezzo di vendita (dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale), e dal riordino della disciplina avvenuta con Decreto Legislativo 188/2014 che ha stabilito un tributo sui liquidi con o senza nicotina pari a Euro 3,73 per 10ml di ricarica, di fatto addirittura superiore all’imposta precedente, concedendo invece ad un prodotto del tabacco definito “da inalazione senza combustione” – senza nemmeno uno studio indipendente reso pubblico che escluda la combustione – una tassazione di fatto incredibilmente inferiore a quella delle e-cig.

Per le due associazioni impegnate attivamente nella tutela del settore, a cui appartengono tramite azioni di sensibilizzazione e comunicazione nei confronti di media e istituzioni, questa manifestazione è stata l’occasione per ribadire con forza che, nonostante i tentativi di distruggere il settore con provvedimenti altamente lesivi ed ingiusti, il mondo dello svapo è ancora vivo – in crescita del 30% negli ultimi 6 mesi, ma sull’online estero – e necessita di una revisione urgente delle norme fiscali per consentire al mercato legale di svilupparsi ed allo Stato di incassare il dovuto.

Anafe-Confindustria e Fiesel-Confesercenti ricordano inoltre i danni provocati all’occupazione da questo disordinato susseguirsi di regolamentazioni fiscali inique e mal costruite: in due anni si è passati da circa 6.000 a circa 600 persone impiegate a livello commerciale e si è fatto perdere soldi ad aziende, negozi ed Erario. E le prossime scadenze, tra cui il recepimento della Direttiva tabacchi, rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione per il mercato legale se verranno adottate norme ancora più stringenti di quelle imposte dall’Unione Europea.

Anafe-Confindustria e Fiesel-Confesercenti dichiarano infine che giornate e iniziative spontanee come quella di oggi dimostrano che le Istituzioni dovrebbero prendere in considerazione il settore delle sigarette elettroniche e tutelarne il mercato. Un mercato che, a differenza del tabacco, in calo in tutto il mondo, può contribuire a migliorare la qualità della vita di milioni di cittadini facendo risparmiare allo Stato risorse attualmente stanziate per curare i danni causati dal fumo.

ISS, Mancini, ANAFE: “Dati su svapatori non tengono conto di enorme mercato illegale causata da maxi tassa e-cig”

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Roma, 29 maggio 2015

Nella giornata di presentazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità del Rapporto Annuale sul Fumo in Italia, ANAFE-Confindustria, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, tiene a ribadire, commentando i dati dell’ISS, le difficoltà che questo settore ha trovato e continua ancora oggi a trovare nel nostro pase a causa di una legislazione che ha come unico risultato l’illegalità e la messa a rischio del consumatore.

Se è vero che la riduzione del numero di punti vendita è stata sostanziale, ANAFE-Confindustria sottolinea invece che il numero di svapatori abituali e occasionali non sia diminuito, al contrario secondo le analisi sui dati delle aziende è cresciuto fino a oltre 800.000 in tutto il territorio nazionale. “Ma sono altri, purtroppo, i canali commerciali attraverso cui gli utilizzatori di e-cig si riforniscono” segnala il presidente Massimiliano Mancini, “che impediscono di costruire un campione che fornisca dati reali. La colpa quindi non è certo dell’ISS, ma di una legge criminogena”.

“Quello che si è realizzato negli ultimi mesi” prosegue Mancini “è stato un crollo delle vendite ufficiali a favore del mercato illegale, soprattutto sul web – che raccoglie oggi l’80% del mercato -, gestito da aziende estere che operano con prezzi non concorrenziali perché i loro prodotti non applicano la tassazione prevista dalla legge italiana”.

Il riferimento del presidente di Anafe-Confindustria Mancini è in primo luogo all’imposta Di € 3,73 più IVA attualmente in vigore e contenuta nel Dlgs Tabacchi Dlgs. 188/2014, ma anche a quella del 58,5% del prezzo di vendita contenuta nel Decreto Legge 76/203 dichiarata illegittima non più di due settimane fa dalla Corte Costituzionale, e su cui è calato il silenzio, a cominciare da quello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che purtroppo appare disinteressarsi da mesi – è un fatto – dell’illegalità diffusa e dei soldi persi da aziende che rispettano la legge e dallo Stato”.

“Questo susseguirsi disordinato e illogico di decisioni e imposizioni fiscali inique ha portato un mercato florido ad irrigidirsi e a crollare – nella parte legale – nel giro di meno di due anni, ma la domanda non è crollata, semplicemente si è rivolta altrove” denuncia Mancini. “Il Governo attuale e quello precedente che hanno cominciato questa assurda battaglia contro il mondo delle sigarette elettroniche non si sono preoccupati di arginare i danni che il mercato estero non sottoposto a tassazione avrebbe potuto portare al mercato e infatti oggi, ancora senza controlli nonostante la nuova legge sia in vigore ormai da sei mesi, le aziende che operano nel settore sono ancora in gravissima difficoltà e i dati ufficiali che escono dipingono un quadro che corrisponde solo in maniera parziale alla realtà”.

 

E-CIG, ANAFE E FIESEL: “VINTA UNA BATTAGLIA, ADESSO SI CAMBI LA LEGGE”

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Roma, 15 maggio 2015

“Proviamo grande soddisfazione e senso di giustizia per la decisione della Corte Costituzionale che – dando ragione a due anni di battaglie in difesa delle sigarette elettroniche – ha confermato che la tassazione sulle e-cig é spropositata e peggiorativa nel contenuto e addirittura rispetto al livello di tassazione del tabacco”.

Così Massimiliano Mancini, presidente di ANAFE-Confindustria, e Massimiliano Federici, presidente di FIESEL-Confesercenti, commentano la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l’imposta di consumo 2014 sulle sigarette elettroniche, a seguito del ricorso delle aziende di ANAFE-Confindustria, assistite dallo Studio Francario & Partners e sostenuto anche dai commercianti di FIESEL.

“Speriamo – aggiungono Mancini e Federici – che questa sentenza ponga fine a quella che di fatto è stata una persecuzione perpetrata contro le e-cig, non interrotta nemmeno dalla legge attualmente vigente, che, nonostante rimanga al momento in vigore, ripropone alcuni degli stessi profili di incostituzionalità della precedente, come una nuova tassazione ancora più vessatoria a carico di aziende e negozi, e l’assurda equiparazione – attraverso un’improbabile e arbitraria equivalenza – ai prodotti del tabacco di vecchia (le sigarette) e nuova generazione (il cosiddetto “tabacco riscaldato”). Scelte che ancora una volta stanno causando danni alle aziende, perdita di posti di lavoro e un ulteriore buco nelle casse dello Stato. Speriamo di non dover ripetere ancora una volta ‘l’avevamo detto’”.

“Ci attendiamo – concludono Mancini e Federici – un confronto immediato con le Istituzioni perché si possa arrivare a stabilire regole ben fatte ed una tassazione bilanciata e sostenibile, a differenza della passata e dell’attuale che hanno consegnato il mercato italiano ad aziende e siti di e-commerce esteri”.

SIGARETTE ELETTRONICHE, ADM STABILISCE IL VALORE DELL’IMPOSTA CHE AUMENTA IL CARICO FISCALE DEL 150%. ANAFE-CONFINDUSTRIA: SCONCERTO E RAMMARICO

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Roma, 21 gennaio 2015

Alla luce della determina n. 394 dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli pubblicata ieri sera e che stabilisce l’importo definitivo dell’imposta di consumo sui liquidi per sigarette elettroniche a €3,37344 ogni 10ml, Anafe-Confindustria, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico dichiara il proprio profondo sconcerto e rammarico per una decisione che, come paventato da mesi, distruggerà del tutto la competitività di un settore ormai considerato un’eccellenza italiana in tutto il mondo.

“Il provvedimento” afferma Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria “è stato emanato sulla base di discrezionali interpretazioni di norme tecniche ed è fondato su discutibili protocolli – privi di basi scientifiche – di calcolo del consumo medio delle sigarette tradizionali e dei liquidi da inalazione. Protocolli che da mesi segnaliamo come inapplicabili visto che mettono a confronto due prodotti di fatto del tutto diversi: le sigarette tradizionali, che si fumano, e le sigarette elettroniche”.

“Sono ormai quasi due anni che il settore delle sigarette elettroniche e sotto attacco, attacco che sembra senza soluzione di continuità da parte di alcuni apparati dello Stato. Ciò nonostante la disponibilità ad un dialogo serio da parte degli operatori del settore e l’immediata adesione degli stessi alla nuova normativa fiscale, peraltro resa nota a Capodanno una prima volta e di nuovo ieri sera alle 19, a 5 ore dall’entrata in vigore!” continua Mancini. “Una totale mancanza di rispetto nei confronti di aziende che danno lavoro e pagano le tasse. Anche se iniziamo a pensare che i veri fini di certe azioni siano altri, e cioè la distruzione del settore”. Settore che – ribadisce l’associazione – avrebbe potuto essere fonte di considerevoli entrate per lo Stato che, secondo i calcoli di Anafe-Confindustria, sarebbero potuti arrivare, con la tassazione flat proposta, a circa 120 mln di Euro ogni anno.

“La norma emanata da ADM denota purtroppo assoluta indifferenza nei confronti della realtà industriale del settore e anche delle indicazioni del Parlamento di ridurre il carico fiscale – aumentato invece fino al 150% – e di porre un freno al contenzioso, che invece esploderà, continuando in questo modo a fare danni nei confronti delle aziende e delle casse dello Stato. Non possiamo che appellarci al presidente del Consiglio Renzi, al Ministro dell’Economia Padoan e al Parlamento, cui chiediamo perché consentano questa persecuzione”, conclude Mancini.