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E-cig, Anafe Confindustria: Sconcerto per imposta su liquidi, si distrugge eccellenza italiana

Alla luce della determina n. 394 dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli pubblicata ieri sera e che stabilisce l’importo definitivo dell’imposta di consumo sui liquidi per sigarette elettroniche, a 3,73344 euro ogni 10ml, Anafe-Confindustria, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico dichiara il “proprio profondo sconcerto e rammarico per una decisione che, come paventato da mesi, distruggerà del tutto la competitività di un settore ormai considerato un’eccellenza italiana in tutto il mondo”.

Il provvedimento – afferma Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria – è stato emanato sulla base di discrezionali interpretazioni di norme tecniche, ed è fondato su discutibili protocolli – privi di basi scientifiche – di calcolo del consumo medio delle sigarette tradizionali e dei liquidi da inalazione. Protocolli che da mesi segnaliamo come inapplicabili visto che mettono a confronto due prodotti di fatto del tutto diversi: le sigarette tradizionali, che si fumano, e le sigarette elettroniche”.

Sono ormai quasi due anni che il settore delle sigarette elettroniche e sotto attacco, attacco che sembra senza soluzione di continuità da parte di alcuni apparati dello Stato. Ciò nonostante la disponibilità ad un dialogo serio da parte degli operatori del settore e l’immediata adesione degli stessi alla nuova normativa fiscale, peraltro resa nota a Capodanno una prima volta e di nuovo ieri sera alle 19, a 5 ore dall’entrata in vigore – continua Mancini -. Una totale mancanza di rispetto nei confronti di aziende che danno lavoro e pagano le tasse. Anche se iniziamo a pensare che i veri fini di certe azioni siano altri, e cioè la distruzione del settore”.

Settore che – ribadisce l’associazione – “avrebbe potuto essere fonte di considerevoli entrate per lo Stato che, secondo i calcoli di Anafe-Confindustria, sarebbero potuti arrivare, con la tassazione flat proposta, a circa 120 mln di euro ogni anno. “La norma emanata da Adm denota purtroppo assoluta indifferenza nei confronti della realtà industriale del settore e anche delle indicazioni del Parlamento di ridurre il carico fiscale – aumentato invece fino al 150% – e di porre un freno al contenzioso, che invece esploderà, continuando in questo modo a fare danni nei confronti delle aziende e delle casse dello Stato. Non possiamo che appellarci al presidente del Consiglio Renzi, al ministro dell’Economia Padoan e al Parlamento, cui chiediamo perché consentano questa persecuzione”, conclude Mancini.

 

E-cig, Anafe Confindustria: Sconcerto per imposta su liquidi, si distrugge eccellenza italiana

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Sigaretta elettronica, Anafe (Confindustria): con imposta del 58,5% nel 2014 aziende costrette a chiudere

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«La decisione di applicare dal 2014 un’imposta del 58,5% su tutti i prodotti relativi al fumo elettronico causerà la chiusura di tutte le aziende italiane produttrici, oppure non lascerà loro altra via che quella di rivolgersi esclusivamente agli altri Paesi membri dell’Unione Europea. L’Italia è l’unico Paese ad aver applicato una simile imposta sulla sigaretta elettronica». È la denuncia che viene dal presidente di Anafe-Confindustria, Massimiliano Mancini, nel corso di una conferenza stampa alla Camera sulla E-cig.

Impatto negativo su ricavi e occupazione
Le ricadute sono pesanti su fatturato e occupazione. Molti dei 7.300 posti di lavoro, che si sono creati grazie a questo mercato, sono a rischio. «Nel 2013 si è ridotto del 50% il fatturato legato alla sigaretta elettronica in Italia (pari nel 2012 a circa 350 milioni di euro) e se qualcosa non cambia, la situazione non può che peggiorare» spiega ancora Mancini, che offre altri numeri a conferma della difficoltà del settore: «Nel 2012 erano 6.000 i negozi operativi, ora circa il 60% hanno chiuso i battenti». Ciò a causa di una tassazione che, a partire dal 2014, «equiparerà la sigaretta elettronica a una sigaretta tradizionale» e ad «attacchi mediatici basati su notizie legate alla supposta nocività del prodotto». Un «accanimento sia mediatico che governativo contro il settore», per Alfonso Siano di Life-Federcontribuenti, «nonostante il parere favorevole che la sigaretta elettronica ha incassato da buona parte della comunità scientifica».

Presentato emendamento a legge stabilità
Di «tassazione illogica, eccessiva e depressiva nei confronti di un settore nato da poco in Italia» ha parlato Fabio Lavagno (Sel) riassumendo, si legge in una nota, «anche le posizioni dei deputati Aris Prodani (M5S), Sabrina Capozzolo (Pd) e Ignazio Abrignani (Fi)». Anche nel Ddl Stabilità è stata presentata una proposta di modifica che riguarda le e-cig. «L’emendamento è stato firmato da Prodani ma sarà sottoscritto – conclude il comunicato – anche da Pd, Fi e Sel, e prevede un’imposta di fabbricazione sui liquidi delle sigarette elettroniche pari a 20 centesimi per millilitro».

Fonte: Sole24Ore.com

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Ansa: Iva, produttori e-cig, decreto legge incostituzionale

Per l’azienda Ovale, produttrice di sigarette elettroniche, “la commercializzazione delle sigarette elettroniche consentita ai soli tabaccai” è “un regalo alle lobby dei tabacchi. Un provvedimento che genera un conflitto di interessi che non giova ai consumatori, perché la sigaretta elettronica nasce come un’alternativa a quella tradizionale. Un provvedimento che comunque è incostituzionale perché mancante dei requisiti di necessità ed urgenza obbligatori nei decreti legge. Per questo motivo Ovale agirà nelle sedi giurisdizionali opportune sia a livello nazionale che europeo per tutelare i diritti di impresa di fronte ad un decreto legge illegittimo”.