ISS, Mancini, ANAFE: “Dati su svapatori non tengono conto di enorme mercato illegale causata da maxi tassa e-cig”

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Roma, 29 maggio 2015

Nella giornata di presentazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità del Rapporto Annuale sul Fumo in Italia, ANAFE-Confindustria, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, tiene a ribadire, commentando i dati dell’ISS, le difficoltà che questo settore ha trovato e continua ancora oggi a trovare nel nostro pase a causa di una legislazione che ha come unico risultato l’illegalità e la messa a rischio del consumatore.

Se è vero che la riduzione del numero di punti vendita è stata sostanziale, ANAFE-Confindustria sottolinea invece che il numero di svapatori abituali e occasionali non sia diminuito, al contrario secondo le analisi sui dati delle aziende è cresciuto fino a oltre 800.000 in tutto il territorio nazionale. “Ma sono altri, purtroppo, i canali commerciali attraverso cui gli utilizzatori di e-cig si riforniscono” segnala il presidente Massimiliano Mancini, “che impediscono di costruire un campione che fornisca dati reali. La colpa quindi non è certo dell’ISS, ma di una legge criminogena”.

“Quello che si è realizzato negli ultimi mesi” prosegue Mancini “è stato un crollo delle vendite ufficiali a favore del mercato illegale, soprattutto sul web – che raccoglie oggi l’80% del mercato -, gestito da aziende estere che operano con prezzi non concorrenziali perché i loro prodotti non applicano la tassazione prevista dalla legge italiana”.

Il riferimento del presidente di Anafe-Confindustria Mancini è in primo luogo all’imposta Di € 3,73 più IVA attualmente in vigore e contenuta nel Dlgs Tabacchi Dlgs. 188/2014, ma anche a quella del 58,5% del prezzo di vendita contenuta nel Decreto Legge 76/203 dichiarata illegittima non più di due settimane fa dalla Corte Costituzionale, e su cui è calato il silenzio, a cominciare da quello dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che purtroppo appare disinteressarsi da mesi – è un fatto – dell’illegalità diffusa e dei soldi persi da aziende che rispettano la legge e dallo Stato”.

“Questo susseguirsi disordinato e illogico di decisioni e imposizioni fiscali inique ha portato un mercato florido ad irrigidirsi e a crollare – nella parte legale – nel giro di meno di due anni, ma la domanda non è crollata, semplicemente si è rivolta altrove” denuncia Mancini. “Il Governo attuale e quello precedente che hanno cominciato questa assurda battaglia contro il mondo delle sigarette elettroniche non si sono preoccupati di arginare i danni che il mercato estero non sottoposto a tassazione avrebbe potuto portare al mercato e infatti oggi, ancora senza controlli nonostante la nuova legge sia in vigore ormai da sei mesi, le aziende che operano nel settore sono ancora in gravissima difficoltà e i dati ufficiali che escono dipingono un quadro che corrisponde solo in maniera parziale alla realtà”.

 

“Giustizia è fatta, ma ora si cambi la tassa sulle e-cig”. Intervista a Mancini, presidente Anafe

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Tre anni di battaglie in una sentenza. Ma la guerra non è finita, purtroppo, essendo ancora in piedi il dlgs 188/2014 e – peggio ancora – il Provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 20 gennaio 2015 che, attraverso un calcolo di equivalenza rispetto alle sigarette tradizionali non basato sul alcuno standard industriale o scientifico, ha stabilito un’imposta di consumo sui liquidi da inalazione che ammonta a € 3,73, oltre IVA del 22%, ogni 10ml.

Un’imposta che sta seriamente rischiando di dare al mercato italiano delle sigarette elettroniche una mazzata definitiva, dopo quella del Decreto legge numero 76 del 2013 (convertito nella Legge 99/2013) che aveva inserito le e-cig nello stesso regime amministrativo e fiscale delle sigarette tradizionali, con tanto quindi di imposta monstredel 58,5% del prezzo, che voleva dire aumenti di oltre il 240% sui prezzi al pubblico.

Ma almeno su quella legge giustizia è stata fatta, anche se è dovuta intervenire addirittura la Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la Legge 99/2013 sugli aspetti relativi alle e-cig, affermando l’irragionevolezza delle regole e del livello impositivo, un eccesso di discrezionalità dell’AAMS, e – più importante – la netta differenziazione rispetto ai prodotti del tabacco di qualsiasi genere.

A dire la verità siamo rimasti quasi increduli sul momento. Abbiamo avuto la notizia via Whatsapp da chi ci segue le relazioni istituzionali”, ci spiega Massimiliano Mancini, presidente di Anafe Confindustria. “Vederci riconosciuta giustizia dopo aver subito tante angherie ingiustificate è davvero una liberazione. Come lo è non avere più sulla nostra testa e su quella dei negozianti e dei rivenditori la spada di Damocle della tassazione 2014. Quella legge aveva già creato dei danni enormi. Il vederci anche richiedere cifre impossibili sarebbe stato aggiungere il danno alla beffa. Ma per fortuna ‘c’è un giudice a Berlino’, anzi, a Roma”.

Siete stati accusati, addirittura da un rappresentante dello Stato, di essere solo dei “furbetti che non vogliono pagare le tasse”.

Purtroppo è incredibile l’arroganza di alcuni. Ma siamo imprenditori, persone di buon senso, e sappiamo dimenticare. Prima di farlo però è bene ricordare alcuni aspetti. Le norme che dovevano regolare il nostro settore sono state rese note solo a dicembre 2013 inoltrato, a pochi giorni dall’applicazione. Una pratica censurata persino dalla Corte dei Conti in una lettera che ci ha di fatto impedito di lavorare nei primi mesi del 2014. E su questo stiamo ragionando su una eventuale richiesta di risarcimento danni nei confronti dei responsabili. Inoltre quelle norme hanno portato aziende e negozi a bloccare ogni tipo di investimento in innovazione e ricerca, ma anche in marketing e pubblicità. E senza pubblicità un settore nuovo e non certo maturo muore. Abbiamo subito attacchi mediatici di ogni genere, certamente eterodiretti, strumentali contro il mercato e-cig. Ma noi, come tanti negozianti, non abbiamo mollato e abbiamo risposto”.

La lotta, a parte quella politica mai interrotta, nonostante pressioni e persino minacce nemmeno tanto velate contro di voi e persino contro i vostri consulenti, è iniziata al TAR Lazio.

“I giudici amministrativi ci hanno dato ragione da subito, anche grazie all’ottimo lavoro dello Studio Francario & Partners che ci ha assistito. Ma del resto l’irragionevolezza di quella norma, di quella tassa, sarebbe stata evidente a chiunque. Non me la prendo col Parlamento, dove la volontà del Governo e di alcune strutture burocratiche ormai prevale, come abbiamo visto allora e in occasione del Dlgs attualmente in vigore. Certamente però un po’ arrabbiati lo siamo. Mi piacerebbe sapere per esempio se qualcuno si stia rendendo conto o sia interessato dei danni provocati alle aziende, delle migliaia di posti di lavoro persi, degli investimenti non avvenuti. Uno per tutti: il progetto di costruire in Italia il primo centro europeo di estrazione della nicotina, utilizzando fondi UE e riconvertendo una delle ex manifatture di tabacco che proprio in questi giorni stanno soffrendo, come ad esempio quella di Lecce. Invece in Italia si era deciso di pensare alle tasse, non agli investimenti – privati – e quindi quel centro lo hanno fatto a Liverpool. Il tutto poi senza entrate per lo Stato, o peggio, con entrate in calo”.

Ci spieghi. Le tasse non sono entrate perché voi non le avete pagate.

“Noi non le abbiamo pagate perché abbiamo contestato in ogni sede quella norma incostituzionale, ma siamo stati comunque enormemente danneggiati: eravamo il maggior mercato europeo, i secondi esportatori al mondo. Oggi siamo finiti molto indietro, il mercato si è spostato online verso l’estero, con un rapporto che al 2015 stimiamo del 70% verso il 30% fisico; come ho già detto, ogni investimento si è fermato; le multinazionali hanno dovuto aspettare sino al 2015 per entrare [per ora la sola Imperial Tobacco con JAI, ma a breve le altre seguiranno, NdR]. E poi i negozi hanno chiuso in massa, tante aziende hanno chiuso anch’esse o si sono trasferite all’estero. Mi piacerebbe sapere da coloro che avevano fatto i calcoli in qualche oscuro ufficio come valutano oggi la decisione presa allora. A causa di quella legge, oltre ai 117 milioni di mancate entrate, sono andati in fumo moltissimi altri milioni di IVA, IRPEF, contributi, ecc. evaporati, è il caso di dirlo. Ma chi risponderà di tutto ciò? Non intendo monetariamente, ma politicamente. Da imprenditore apprezzo la meritocrazia, e voglio ricordare le perplessità – a parte le nostre, ovvie – del Servizio Bilancio del Senato ad esempio, o quelle della Corte dei Conti, che avevano paventato proprio questi risultati. Perché sono rimasti inascoltati?”

Anche la Corte Costituzionale ha scritto in sentenza che tra le motivazioni della legge c’era proprio il salvaguardare le entrate fiscali da tabacco.

“E la stessa Corte ha scritto che era un presupposto totalmente errato. E poi vorrei chiedere a chi di questi presupposti parlava: come mai col mercato spostatosi online le entrate da tabacco non sono diminuite, ed anzi nel 2015 sono in crescita? A ciò andrebbe affiancata un’altra domanda: che ragione c’era di rivedere le norme del settore tabacchi che come entrate andava bene? E aggiungo: si è imposto uno sconto per un prodotto del tabacco cosiddetto riscaldato identico a quello delle sigarette elettroniche, quando è nota a tutti la tossicità del tabacco inalato o fumato, per non dire poi che con il discrezionale, ai limiti dell’arbitrario, sistema di equivalenza, si è stabilita una tassazione per le e-cig addirittura superiore di fatto a quella di un prodotto del tabacco. Un caso unico al mondo. Ma del resto che questa norma sulle e-cig sia stata impostata con alle spalle degli interessi forti è noto a tutti”.

Quali sarebbero?

“Guardi, abbiamo già subito danni enormi. Preferirei evitare querele”.

E ora cosa succederà con la norma 2015?

“Considerando che per alcuni versi è persino peggiorativa di quella dichiarata incostituzionale, stiamo ovviamente ragionando coi nostri legali e consulenti [è la romana Open Gate Italia a seguire l’attività di relazioni istituzionali per Anafe Confindustria, NdR]. Ma l’auspicio è quello che si possa evitare una nuova battaglia legale – che vinceremmo, senza alcun dubbio visti i presupposti – intervenendo con un provvedimento d’urgenza e regole che consentano a questo mercato di funzionare. Una tassa ci può stare, del resto in questo paese si tassa anche l’aria, e allora perché no il vapore? Con nicotina però! Ma una tassa deve avere un senso e regole precise se lo Stato la vuole incassare. Speriamo sia così, e abbiamo fiducia che il Governo, visti gli errori passati ed attuali – sta incassando infatti quasi nulla nel 2015, per la felicità di aziende e siti esteri e nonostante un mercato in crescita – possa intervenire a breve risolvendo la questione, e magari lo possa fare dando ascolto a chi questo settore lo ha creato dal nulla: aziende e negozianti”.

Ricordiamo che proprio i negozianti di Fiesel Confesercenti e di LIFE hanno sostenuto ad adiuvandum il vostro primo ricorso al TAR Lazio.

“Abbiamo sempre pensato che fosse fondamentale fare fronte comune, motivo per il quale abbiamo molto volentieri messo a disposizione le nostre risorse relazionali per aiutarli ad intervenire [i negozianti sono stati assisiti dallo studio legale Fraccastoro di Roma, NdR]. E il loro apporto politico e giudiziale è stato fondamentale in quella fase. Un po’ meno quello di altri, il cui intervento successivo ci ha anzi creato qualche problema tecnico, e ciò invece di accorpare le forze. Sono gli stessi che hanno poi preferito non costituirsi davanti alla Corte Costituzionale “per risparmiare, perché tanto c’è Anafe”, così almeno ho letto. E oggi tocca anche vedere messaggi pubblici di chi salta sul carro… Ma va bene così, evitiamo le polemiche perché siamo contenti di quanto abbiamo fatto, costato davvero lacrime e sangue. Credo che oggi sia il momento di guardare avanti e trovare il modo di marciare sì separati – aziende da una parte e negozianti dall’altra – ma per poi colpire uniti.”

Domani che succederà?

“Per ora la legge che impone la tassa 2015 rimane in vigore, ricordiamolo, e quindi va rispettata, mettendo al momento da parte fughe in avanti ed entusiasmi eccessivi da “la tassa non c’è più”. Ci consideriamo un’associazione politicamente responsabile e mai potremmo dare un messaggio diverso. Come dichiarato pubblicamente insieme al presidente di Fiesel Confesercenti, ci aspettiamo l’immediata convocazione da parte del Governo per arrivare alla definizione, nel più breve tempo possibile, di una soluzione che garantisca gli interessi in campo: delle aziende, dei negozianti, dei consumatori, dello Stato e delle sue entrate e – fatemelo dire – della salute, tema passato completamente sotto silenzio. Ma su questo ci aspetta a breve la discussione sulla nuova Direttiva “tabacchi”. Ricordiamo che siamo solo agli albori di un nuovo mercato. “The best is yet to come”.

Velia Marconi

Riportiamo la precisazione di Assifel, giunta al nostro sito a soli tre mesi di distanza, e in pieno Ferragosto, dalla pubblicazione di questa intervista. Ovviamente AgiVapeNews è una tribuna aperta, quindi rimaniamo in attesa dell’eventuale risposta di Massimiliano Mancini e di Anafe. 

Ho letto con notevole imbarazzo quanto attribuito al sig. Mancini, Presidente di Anafe, nella parte in cui afferma “….Un po’ meno quello di altri ( con evidente riferimento ai ricorrenti aderenti ad ASSIFEL), il cui intervento successivo ci ha anzi creato qualche problema tecnico, e ciò invece di accorpare le forze. Sono gli stessi che hanno poi preferito non costituirsi davanti alla Corte Costituzionale “per risparmiare, perché tanto c’è Anafe”, così almeno ho letto”. 

Per cultura personale evito il più possibile la polemica soprattutto quando, come in questo caso, è tanto inutile quanto evidentemente in mala fede, ma per rispetto degli altri ricorrenti sento il dovere di una replica.

Nello specifico, le critiche mosse ai ricorrenti aderenti ad Assifel sono due: la prima, molto tecnica, relativa alla scelta di non costituirsi davanti la Corte Costituzionale,  la seconda di non aver “ accorpato le forze”.

In merito alla prima, non conosco la formazione giuridica del Sig. Mancini, ma non ritengo che tale giudizio, molto tecnico, possa essere “farina del suo sacco”; noi come i ricorrenti di ANAFE ci siamo rivolti a professionisti, in entrambe i casi di “chiara fama” e le scelte effettuate, come quella criticata, sono state frutto di attenta valutazione. Sarebbe corretto che chi ha ispirato la critica del sig. Mancini si manifestasse e argomentasse la propria valutazione; così facendo potrebbe fornire a tutti oggettivi elementi di valutazione assumendosi, al tempo stesso,  la responsabilità delle proprie affermazioni soprattutto se le stesse risultassero lesive della reputazione professionale.

La seconda è falsa e oggettivamente in malafede. Fin dal primo momento abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a collaborare e invitato i legali delle parti al dialogo riscontrando, purtroppo, da parte di ANAFE o meglio di chi in genere agisce per suo conto, un atteggiamento scarsamente collaborativo e molto presuntuoso “ noi siamo più bravi, abbiamo più entrature ecc. “. La nostra ricerca di dialogo e di unità è certamente testimoniata dalla fattiva collaborazione con la FIESEL/Confesercenti dimostrata anche dalla loro partecipazione “ad adiuvandum” al nostro ricorso e il positivo riscontro, da parte nostra, alla richiesta di Confesercenti per un più stringente collaborazione (vedi recente lettera indirizzata ad ANAFE e ASSIFEL) totalmente disattesa da ANAFE.

Purtroppo anche in questa occasione è stata persa “un’occasione per tacere”.

Ringrazio per lo spazio concesso e porgo distinti saluti.

ASSIFEL Il Presidente –  Piero Gilardino

E-CIG, ANAFE E FIESEL: “VINTA UNA BATTAGLIA, ADESSO SI CAMBI LA LEGGE”

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Roma, 15 maggio 2015

“Proviamo grande soddisfazione e senso di giustizia per la decisione della Corte Costituzionale che – dando ragione a due anni di battaglie in difesa delle sigarette elettroniche – ha confermato che la tassazione sulle e-cig é spropositata e peggiorativa nel contenuto e addirittura rispetto al livello di tassazione del tabacco”.

Così Massimiliano Mancini, presidente di ANAFE-Confindustria, e Massimiliano Federici, presidente di FIESEL-Confesercenti, commentano la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l’imposta di consumo 2014 sulle sigarette elettroniche, a seguito del ricorso delle aziende di ANAFE-Confindustria, assistite dallo Studio Francario & Partners e sostenuto anche dai commercianti di FIESEL.

“Speriamo – aggiungono Mancini e Federici – che questa sentenza ponga fine a quella che di fatto è stata una persecuzione perpetrata contro le e-cig, non interrotta nemmeno dalla legge attualmente vigente, che, nonostante rimanga al momento in vigore, ripropone alcuni degli stessi profili di incostituzionalità della precedente, come una nuova tassazione ancora più vessatoria a carico di aziende e negozi, e l’assurda equiparazione – attraverso un’improbabile e arbitraria equivalenza – ai prodotti del tabacco di vecchia (le sigarette) e nuova generazione (il cosiddetto “tabacco riscaldato”). Scelte che ancora una volta stanno causando danni alle aziende, perdita di posti di lavoro e un ulteriore buco nelle casse dello Stato. Speriamo di non dover ripetere ancora una volta ‘l’avevamo detto’”.

“Ci attendiamo – concludono Mancini e Federici – un confronto immediato con le Istituzioni perché si possa arrivare a stabilire regole ben fatte ed una tassazione bilanciata e sostenibile, a differenza della passata e dell’attuale che hanno consegnato il mercato italiano ad aziende e siti di e-commerce esteri”.

Corte Costituzionale, il video dell’udienza del ricorso Anafe Confindustria

QUIRINALE: IL BORSINO DEI NOMI

Giuliano Amato in una foto del 2 Dicembre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

 

La Corte Costituzionale ha pubblicato sul proprio sito il video dell’udienza dello scorso 14 aprile in cui è stata avviata la discussione in relazione al ricorso promosso dalle aziende aderenti ad Anafe Confindustria nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e Agenzia delle dogane e dei monopoli, arrivato sino a Palazzo della Consulta a seguito del rinvio con ord. 29 aprile 2014 da parte del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio.

Oggetto ruolo: Commercio – Commercializzazione dei prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio – Assoggettamento a preventiva autorizzazione da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Imposte e tasse – Prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio – Sottoposizione, a decorrere dal 1° gennaio 2014, ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico

Relatore per la Corte Costituzionale il giudice prof. Giuliano Amato, già politico, docente e giurista italiano, presidente del Consiglio dei ministri dal 1992 al 1993 e dal 2000 al 2001. Secondo quanto risulta ad AgiVapeNews il prof. Amato avrebbe tenuto una relazione che è apparsa supportare buona parte delle argomentazioni delle aziende ricorrenti (nello specifico Flavourart, Categoria, Puff e Smooke i marchi in questione) aderenti insieme ad altre ad ANAFE Confindustria.

A guidare il ricorso alla Corte Costituzionale il prof. Fabio Francario (Studio Francario e Partners), che nella giornata di ieri si è confrontato con gli avvocati dello Stato Anna Collabolletta e Francesco Meloncelli della III Sezione dell’Avvocatura (Economia e Finanze (esc. GdF), Agenzia Entrate (uff. regione Sicilia e affari ex Agen. Territorio), Agen. Dogane e Monopoli, Ag. Demanio).

La decisione della Corte Costituzionale arriverà entro 60 giorni, giusto pochi giorni prima dell’avvio del giudizio di merito al TAR, previsto per il l’1 luglio, sul ricorso presentato da parte di alcune aziende e ad adiuvandum da Fiesel Confesercenti, l’associazione di rappresentanza dei negozianti e-cig. Un giudizio, quello della Corte, che condizionerà non poco il TAR, visto anche che nel caso di dichiarazione di incostituzionalità della Legge 99/2013 è probabile che anche la norma attuale possa essere resa inapplicabile, visto che di fatto ha modificato – con riferimento alle e-cig – un solo paragrafo della vecchia legge.

Corte Costituzionale, il video dell’udienza del ricorso Anafe Confindustria

E-Cig – Anafe Confindustria su Circolare ADM: “Ci auguriamo che sia l’inizio di un percorso di legalità che aiuti la crescita del mercato”

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Anafe Confindustria, associazione dei produttori italiani di e-cig e liquidi da inalazione, accoglie con soddisfazione la pubblicazione della Circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in merito ai chiarimenti riguardanti il regime fiscale applicabile a tali liquidi. Nel provvedimento infatti vengano chiarite le regole e posti in risalto gli aspetti sanzionatori a cui andranno incontro i soggetti che non si sono ancora adeguati al nuovo regime impositivo, oltre ad annunciare nuovi controlli sulla regolarità delle operazioni di approvvigionamento. Massimiliano Mancini, Presidente di Anafe Confindustria:

“Nonostante l’amarezza per l’applicazione di una tassa eccessiva, ingiusta e mal calcolata, condividiamo e accogliamo con soddisfazione il provvedimento dei Monopoli che evidenzia la volontà di finalmente far funzionare questo mercato”.

Mancini commenta la situazione del mercato italiano:

“Ringraziamo l’Agenzia che ha finalmente compreso la difficile situazione in cui versano le aziende rispettose della legge operanti in un mercato divenuto ormai ostaggio di operatori irregolari. Ci auguriamo che i controlli annunciati possano essere veloci e sortiscano gli effetti sperati, sì da arrivare a ripulire il settore da tutti quei soggetti che operano nell’illegalità”.

“Infine  – conclude il Presidente Anafe – auspichiamo che si ponga la parola fine all’evasione attraverso le vendite via internet di liquidi per sigarette elettroniche compiuta da soggetti esteri privi di rappresentante fiscale. Liquidi, specie se non comunitari, su cui peraltro non può essere effettuato alcun controllo sanitario preventivo, con seri rischi per i consumatori. Ciò a differenza dei liquidi Made in Italy, un’eccellenza di qualità a livello europeo, che seguono le linee guida e sono sottoposti alle analisi delle autorità nazionali”.

Anafe – Dagospia: botta e risposta sulle sigarette elettroniche

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Nella giornata di ieri il sito web dagospia ha pubblicato il seguente articolo:

“I venditori di fumo (elettronico) sono incazzati neri. Dopo l’entrata in vigore del decreto fiscale che ha aumentato le tasse sulle sigarette (convenzionali e 2.0) una vera e propria bufera di tweet si è abbattuta su una tassazione che, seppure scontata rispetto al le sigarette tradizionali, gli svapatori ritengono di fatto insostenibile.

L’ira funesta sul web non ha risparmiato nessuno, ma mentre gli irriducibili da tastiera  continuavano a rivolgere instancabili appelli in nome della libertà al governo, alle tv di mezzo mondo, passando per gli evergreen Fiorello e Celentano, le multinazionali del tabacco sono scese in campo quasi in silenzio: attratte probabilmente proprio dalla tassazione agevolata.

E così, gli inglesi di Imperial, sono ormai pronti a lanciare in Italia Jai, una sigaretta elettronica che, oltre a pagare serenamente le tasse, sembrerebbe fare da apripista alle altre big e spostare la sfida tra i giganti del tabacco sul campo del fumo 2.0.
In Anafe (l’associazione di categoria che raggruppa i produttori e i distributori delle sigarette elettroniche) volano già gli stracci: chi ha tradito i piccoli? Ma soprattutto, chi venderà le sigarette del futuro? I giovani imprenditori del fumo elettronico o gli “esperti” tabaccai?”

La risposta di Anafe non si è fatta attendere ed è stata pubblicata oggi sul medesimo sito web:

Caro dago,

purtroppo stavolta sei male informato. A dispetto di quanto scritto nell’articolo http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/non-andremo-fumo-dopo-averle-lungo-combattute-major-tabacco-93904.htm, in ANAFE Confindustria non volano stracci di alcun genere, tanto meno per la decisione della multinazionale Imperial Tobacco di entrare nel mercato delle sigarette elettroniche. Una scelta del genere non può che far bene per la crescita del settore, nei confronti del quale forse si interromperà un bombardamento lungo due anni.

Che poi la mega tassa non ci piaccia è inevitabile (ce li presenti questi manager di multinazionali così sereni nel pagarla?), specie per il modo in cui è stata calcolata. Ma nel frattempo le aziende di ANAFE rispettano la legge e stanno effettuando tutti gli adempimenti previsti, pur riservandosi ogni diritto di ricorrere nel sedi adeguate. Ci aspettiamo anzi che ora le istituzioni – AAMS in testa – facciano il loro lavoro, contro chi le regole non le rispetta, per contribuire a far funzionare il mercato.

 Dove poi le multinazionali venderanno le e-cig, per noi è irrilevante, visto anche che crediamo nel libero mercato. Se sceglieranno i tabaccai sarà comunque una buona notizia: sono commercianti, anche loro colpiti dalla recessione, e avranno la possibilità di avere maggiori entrate, mentre i negozi continueranno a fare il loro lavoro di “consulenza specializzata”, diverso da quello dei tabaccai.

A guadagnarci comunque saranno i consumatori, che avranno sempre più accesso ad un prodotto che – checché ne dicano alcuni studi di dubbia provenienza e in certi casi smentiti persino dagli stessi autori (ad es. quello sulla formaldeide) – sta aiutando milioni di persone in tutto il mondo. E indietro non si torna.

Grazie per l’attenzione e, per favore, la prossima volta facci una telefonata magari!

Massimiliano Mancini

Presidente ANAFE Confindustria”

Anafe – Dagospia: botta e risposta sulle sigarette elettroniche

SIGARETTE ELETTRONICHE, ADM STABILISCE IL VALORE DELL’IMPOSTA CHE AUMENTA IL CARICO FISCALE DEL 150%. ANAFE-CONFINDUSTRIA: SCONCERTO E RAMMARICO

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Roma, 21 gennaio 2015

Alla luce della determina n. 394 dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli pubblicata ieri sera e che stabilisce l’importo definitivo dell’imposta di consumo sui liquidi per sigarette elettroniche a €3,37344 ogni 10ml, Anafe-Confindustria, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico dichiara il proprio profondo sconcerto e rammarico per una decisione che, come paventato da mesi, distruggerà del tutto la competitività di un settore ormai considerato un’eccellenza italiana in tutto il mondo.

“Il provvedimento” afferma Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria “è stato emanato sulla base di discrezionali interpretazioni di norme tecniche ed è fondato su discutibili protocolli – privi di basi scientifiche – di calcolo del consumo medio delle sigarette tradizionali e dei liquidi da inalazione. Protocolli che da mesi segnaliamo come inapplicabili visto che mettono a confronto due prodotti di fatto del tutto diversi: le sigarette tradizionali, che si fumano, e le sigarette elettroniche”.

“Sono ormai quasi due anni che il settore delle sigarette elettroniche e sotto attacco, attacco che sembra senza soluzione di continuità da parte di alcuni apparati dello Stato. Ciò nonostante la disponibilità ad un dialogo serio da parte degli operatori del settore e l’immediata adesione degli stessi alla nuova normativa fiscale, peraltro resa nota a Capodanno una prima volta e di nuovo ieri sera alle 19, a 5 ore dall’entrata in vigore!” continua Mancini. “Una totale mancanza di rispetto nei confronti di aziende che danno lavoro e pagano le tasse. Anche se iniziamo a pensare che i veri fini di certe azioni siano altri, e cioè la distruzione del settore”. Settore che – ribadisce l’associazione – avrebbe potuto essere fonte di considerevoli entrate per lo Stato che, secondo i calcoli di Anafe-Confindustria, sarebbero potuti arrivare, con la tassazione flat proposta, a circa 120 mln di Euro ogni anno.

“La norma emanata da ADM denota purtroppo assoluta indifferenza nei confronti della realtà industriale del settore e anche delle indicazioni del Parlamento di ridurre il carico fiscale – aumentato invece fino al 150% – e di porre un freno al contenzioso, che invece esploderà, continuando in questo modo a fare danni nei confronti delle aziende e delle casse dello Stato. Non possiamo che appellarci al presidente del Consiglio Renzi, al Ministro dell’Economia Padoan e al Parlamento, cui chiediamo perché consentano questa persecuzione”, conclude Mancini.

 

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E-cig, Anafe Confindustria: Sconcerto per imposta su liquidi, si distrugge eccellenza italiana

Alla luce della determina n. 394 dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli pubblicata ieri sera e che stabilisce l’importo definitivo dell’imposta di consumo sui liquidi per sigarette elettroniche, a 3,73344 euro ogni 10ml, Anafe-Confindustria, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico dichiara il “proprio profondo sconcerto e rammarico per una decisione che, come paventato da mesi, distruggerà del tutto la competitività di un settore ormai considerato un’eccellenza italiana in tutto il mondo”.

Il provvedimento – afferma Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria – è stato emanato sulla base di discrezionali interpretazioni di norme tecniche, ed è fondato su discutibili protocolli – privi di basi scientifiche – di calcolo del consumo medio delle sigarette tradizionali e dei liquidi da inalazione. Protocolli che da mesi segnaliamo come inapplicabili visto che mettono a confronto due prodotti di fatto del tutto diversi: le sigarette tradizionali, che si fumano, e le sigarette elettroniche”.

Sono ormai quasi due anni che il settore delle sigarette elettroniche e sotto attacco, attacco che sembra senza soluzione di continuità da parte di alcuni apparati dello Stato. Ciò nonostante la disponibilità ad un dialogo serio da parte degli operatori del settore e l’immediata adesione degli stessi alla nuova normativa fiscale, peraltro resa nota a Capodanno una prima volta e di nuovo ieri sera alle 19, a 5 ore dall’entrata in vigore – continua Mancini -. Una totale mancanza di rispetto nei confronti di aziende che danno lavoro e pagano le tasse. Anche se iniziamo a pensare che i veri fini di certe azioni siano altri, e cioè la distruzione del settore”.

Settore che – ribadisce l’associazione – “avrebbe potuto essere fonte di considerevoli entrate per lo Stato che, secondo i calcoli di Anafe-Confindustria, sarebbero potuti arrivare, con la tassazione flat proposta, a circa 120 mln di euro ogni anno. “La norma emanata da Adm denota purtroppo assoluta indifferenza nei confronti della realtà industriale del settore e anche delle indicazioni del Parlamento di ridurre il carico fiscale – aumentato invece fino al 150% – e di porre un freno al contenzioso, che invece esploderà, continuando in questo modo a fare danni nei confronti delle aziende e delle casse dello Stato. Non possiamo che appellarci al presidente del Consiglio Renzi, al ministro dell’Economia Padoan e al Parlamento, cui chiediamo perché consentano questa persecuzione”, conclude Mancini.

 

E-cig, Anafe Confindustria: Sconcerto per imposta su liquidi, si distrugge eccellenza italiana

ANAFE-CONFINDUSTRIA SU OMS: ITALIA ALL’AVANGUARDIA PER DIVIETO VENDITA E-CIG AI MINORI

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Roma, 26 agosto 2014

Anafe-Confindustria, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, interviene nel dibattito aperto oggi dalla nota dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul divieto di vendita di sigarette elettroniche ai minorenni e sull’utilizzo negli spazi pubblici chiusi.

“L’Italia, anche grazie alla lungimiranza del provvedimento del 2013 del ministro Lorenzin che ha disposto il divieto di vendita ai minori, si trova in una posizione di avanguardia rispetto a molti altri paesi, segno di una estrema e doverosa attenzione – dichiara il presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini – nei confronti delle fasce più giovani della popolazione”.

In Italia il tema sigaretta elettronica è da tempo molto dibattuto, c’è ancora in sospeso la questione della tassazione, sospesa dal Tar in attesa della Corte Costituzionale, ma, afferma il presidente Mancini “dal punto di vista delle regole, l’Italia è un esempio a livello mondiale, avendo anche approvato norme che definiscono in maniera chiara, decisa – e a nostro avviso giusta – la pubblicità delle e-cig, con limitazioni a fasce orarie e a specifici mezzi di comunicazione, proprio a difesa dei minori”.

“D’altra parte” prosegue Mancini “per quanto riguarda i divieti nei luoghi pubblici auspicati dall’OMS, l’attuale normativa, che prevede già divieti di utilizzo ad esempio nelle scuole e negli ospedali, corredata da codici condivisi di autoregolamentazione che si stanno man mano diffondendo, sta funzionando nel nostro Paese senza criticità ed è anzi la più avanzata in Europa” conclude Mancini.

Anafe-Confindustria ricorda infine che, recentemente, 53 scienziati da tutto il mondo, tra i quali gli italiani Umberto Veronesi, Umberto Tirelli e Riccardo Polosa, hanno scritto proprio ai vertici dell’OMS dichiarando che le sigarette elettroniche possono essere di grande utilità per liberarsi dalle sostanze cancerogene derivanti dalla combustione di carta e tabacco delle sigarette tradizionali e assenti nelle sigarette elettroniche: ”milioni di fumatori stanno scoprendo qualcosa che funziona e che può dare loro vantaggi immediati in termini di benessere e autostima, – si legge – oltre che un significativo miglioramento a lungo termine della salute e delle aspettative di vita”.

 

E-CIG, ANAFE-CONFINDUSTRIA AL SOTTOSEGRETARIO LEGNINI: “CON LE NUOVE NORME IL CONTENZIOSO ESPLODERA’”

testata

Roma, 1 agosto 2014

A seguito dell’approvazione di ieri da parte del Consiglio dei Ministri del D.lgs tabacchi ed in riferimento alle dichiarazioni odierne del Sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini secondo cui la nuova normativa andrebbe ad eliminare il contenzioso con le aziende produttrici di sigarette elettroniche, Anafe-Confindustria, protagonista del ricorso che ha portato alla sospensione da parte del Tar del Lazio della norma a cui il Sottosegretario si riferisce, risponde con alcuni chiarimenti per spiegare che al contrario, con ogni probabilità, “il contenzioso potrebbe esplodere”.

Massimiliano Mancini, presidente dell’associazione che riunisce i produttori di liquidi per ricariche di e-cig, dichiara: “Il contenzioso grazie a cui l’imposta del 58,5% del prezzo di vendita è stata sospesa, resterà in piedi per almeno tre ragioni fondamentali che invitiamo il Sottosegretario a considerare”.

In primo luogo tra le motivazioni del Tar del Lazio c’è un chiaro riferimento alla direttiva europea 2014/40/UE che, seppure ad oggi e prima del recepimento non produce effetti nell’ordinamento giuridico italiano, definisce la sigaretta elettronica riferendosi solo ai prodotti contenenti nicotina. “Nel nuovo decreto proposto, almeno nella bozza, questa distinzione non appare. Si tasseranno quindi liquidi a base di aromi alimentari e privi di nicotina?” domanda il presidente Mancini.

Il secondo punto che, ad una prima analisi del D.lgs, Anafe-Confindustria solleva, riguarda il fatto che il testo punta ad una correlazione tra prodotti da inalazione e sigarette tradizionali, come confermato dal fatto che per stabilire l’imposta di consumo si utilizzano “condizioni di aspirazioni conformi a quelle utilizzate per l’analisi dei contenuti delle sigarette”. L’insistenza da parte del legislatore nel voler trovare una correlazione tra questi due prodotti porterà ad un probabile ulteriore intervento da parte del giudice amministrativo, “non abbiamo dubbi su questo perché noi stessi lo chiederemo” afferma Mancini. “Non ci stancheremo mai di ripetere che un metodo che prevede un’equivalenza tra i liquidi per le sigarette elettroniche e il tabacco e che si fonda sul numero di tiri è del tutto arbitrario, poiché si mettono sullo stesso piano due prodotti che, anche nelle modalità di consumo, sono tra loro totalmente differenti”. Da un punto di vista normativo, inoltre, pur riconoscendo la possibilità per il legislatore di imporre una tassazione sui prodotti del fumo elettronico, il Tar ha ritenuto che l’imposta dovesse essere conforme all’art. 53 della Costituzione sia in merito alla capacità contributiva, sia per quanto riguarda lo stabilire un’equivalenza tra liquidi per sigarette elettroniche e sigarette con combustione di tabacco. E su tutti questi temi, come anche sui Decreti Ministeriali emanati a seguito del DL lavoro Iva del 2013 che ha imposto un’equiparazione alle sigarette tradizionali, è atteso il giudizio della Corte Costituzionale.

Il presidente Mancini ricorda inoltre le numerose proposte, anche attraverso emendamenti rintracciabili nei resoconti parlamentari, fatte da Anafe-Confindustria per operare nel mercato italiano attraverso una regolamentazione chiara e che prevedesse un’imposta purché equilibrata e non vessatoria. Un’imposta evidentemente diversa da quella inserita nella bozza di D.lgs che parla di uno sconto del 40% sul tabacco, ma in cui si dimentica di dire che i criteri verranno fissati successivamente in base a standard ad oggi inesistenti e che porterebbero ad un aumento degli attuali prezzi al pubblico del 480%.“E’ inaccettabile che funzionari pubblici ci definiscano ‘furbetti che non vogliono pagare le tasse’, visto che da oltre un anno non chiediamo altro che avere una tassazione sensata, anche perché per pagare le tasse è necessario vivere” conclude Mancini, “ma ci appare chiaro che il disegno di alcuni è di esattamente impedire che ciò accada”.

Infine, Anafe-Confindustria ricorda che per contrastare alcuni interventi contro le sigarette elettroniche, 53 scienziati da tutto il mondo, tra i quali gli italiani Umberto Veronesi, Umberto Tirelli e Riccardo Polosa, hanno scritto ai vertici dell’Organizzazione mondiale della sanità dichiarando che “le sigarette elettroniche, che hanno la stessa gestualità delle sigarette convenzionali, possono avere successo nel liberarsi dalle sostanze cancerogene delle sigarette convenzionali che derivano dalla combustione di tabacco e carta, assenti nelle sigarette elettroniche” e concludendo che “Milioni di fumatori stanno scoprendo qualcosa che funziona e che può dare loro vantaggi immediati in termini di benessere e autostima, oltre che un significativo miglioramento a lungo termine della salute e delle aspettative di vita”.